La successione legittima: chi eredita e in quali quote
Quando manca un testamento, o quando il testamento dispone solo di una parte dei beni, è la legge a individuare chi succede e in quale misura. Il codice civile stabilisce un ordine preciso di successibili — coniuge, discendenti, ascendenti, collaterali fino al terzo grado, altri parenti fino al sesto grado e, in mancanza, lo Stato — e determina le quote spettanti a ciascuno anche nelle ipotesi di concorso.
In questa guida
Quando si apre la successione legittima
La successione legittima opera in due ipotesi. La prima è la mancanza di testamento. La seconda, meno intuitiva, è la sua parzialità: se il testatore ha disposto soltanto di alcuni beni, per la parte residua si applicano le regole di legge, e le due successioni convivono.
La posizione del coniuge
| Situazione | Diritti successori |
|---|---|
| Coniuge non separato | Pieni diritti successori |
| Coniuge separato senza addebito | Pieni diritti successori, identici a quelli del coniuge non separato |
| Coniuge separato con addebito definitivo | Nessun diritto successorio; gli spetta un assegno vitalizio se godeva degli alimenti a carico del defunto |
| Coniuge divorziato | Nessun diritto successorio |
| Unito civilmente | Equiparato al coniuge quanto ai diritti successori |
| Convivente di fatto | Nessun diritto successorio; gli è riconosciuto un diritto di abitazione temporaneo sulla casa comune |
I figli
La riforma della filiazione ha eliminato ogni differenza: figli nati nel matrimonio, fuori dal matrimonio e adottivi hanno gli stessi diritti successori e concorrono in parti uguali tra loro.
Come si calcola il grado di parentela
Il computo legale non coincide con il linguaggio comune. Si dice correntemente che i figli di due fratelli sono “cugini di primo grado”, ma per la legge sono parenti di quarto grado in linea collaterale.
Linea retta
Unisce persone legate da rapporto di discendenza: padre e figlio, nonno e nipote.
Linea collaterale
Unisce persone che hanno uno stipite comune ma non discendono l'una dall'altra: fratelli, zio e nipote, cugini.
Esempi in linea retta
- Padre e figlio — primo grado: padre + figlio = 2 − 1 = 1;
- Nonno e nipote — secondo grado: nonno + padre + figlio = 3 − 1 = 2.
Esempi in linea collaterale
- Le sorelle Amalia e Irene — secondo grado: padre + Irene + Amalia = 3 − 1 = 2;
- I cugini Luca e Paolo — quarto grado: nonno + padre di Luca + padre di Paolo + Luca + Paolo = 5 − 1 = 4.
La tabella delle quote
| Chi sopravvive al defunto | Quote |
|---|---|
| Coniuge solo | Coniuge 1/1 |
| Coniuge e un figlio | Coniuge 1/2 — figlio 1/2 |
| Coniuge e due o più figli | Coniuge 1/3 — figli 2/3 in parti uguali |
| Coniuge, ascendenti, fratelli e sorelle | Coniuge 2/3 — 1/3 ad ascendenti, fratelli e sorelle, con riserva di 1/4 agli ascendenti |
| Solo figli | Figli 1/1 in parti uguali |
| Solo genitori | Genitori 1/1 in parti uguali, o al superstite per intero |
| Solo ascendenti oltre i genitori | 1/2 linea paterna — 1/2 linea materna; se di grado diverso, tutto al più prossimo |
| Solo fratelli e sorelle | Fratelli e sorelle 1/1 in parti uguali; gli unilaterali metà della quota dei germani |
| Genitori (o ascendenti) con fratelli e sorelle | Ripartizione per capi, con quota minima di 1/2 riservata ai genitori |
| Altri parenti fino al sesto grado | Al parente o ai parenti di grado più prossimo |
| Nessun parente entro il sesto grado | Lo Stato |
È l'ipotesi che genera più errori di calcolo. Al coniuge spettano due terzi; il terzo residuo si divide tra ascendenti, fratelli e sorelle, ma agli ascendenti è comunque riservato un quarto dell'intera eredità. Se il riparto per capi del terzo residuo attribuisse loro meno di un quarto, la quota va integrata a scapito dei fratelli.
La rappresentazione
La rappresentazione fa subentrare i discendenti nel luogo e nel grado del loro ascendente, in tutti i casi in cui questi non può o non vuole accettare l'eredità o il legato.
È l'istituto che spiega perché i nipoti ereditino dal nonno quando il loro genitore è premorto. Opera in linea retta a favore dei discendenti dei figli, e in linea collaterale a favore dei discendenti dei fratelli e delle sorelle del defunto.
- Presupposti: il chiamato non può accettare — perché premorto, indegno o assente — oppure non vuole, avendo rinunciato;
- Effetto: i discendenti subentrano nel grado del loro ascendente e ne assumono la quota;
- Divisione per stirpi: la quota si ripartisce tra i rappresentanti, quale che sia il loro numero;
- Limite: in linea collaterale non opera oltre i discendenti dei fratelli.
Casi particolari
Il nascituro già concepito
Tra i chiamati rientra anche il nascituro, purché già concepito al momento dell'apertura della successione, a condizione che nasca e nasca vivo.
I fratelli unilaterali
I fratelli e le sorelle che hanno in comune con il defunto un solo genitore conseguono metà della quota spettante ai germani, cioè a coloro che hanno in comune entrambi i genitori.
Il concorso di genitori e fratelli
Tutti sono ammessi per capi, ma la quota dei genitori — o dell'unico superstite — non può in nessun caso essere inferiore alla metà. Se entrambi i genitori mancano e vi sono ulteriori ascendenti, a questi si devolve la quota che sarebbe spettata a un genitore.
Il diritto di abitazione del coniuge
Al coniuge, anche quando concorra con altri chiamati, sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni.
Il diritto spetta al coniuge in aggiunta alla quota ereditaria e si ritiene operante anche nella successione legittima. Ha un peso economico spesso rilevante, perché incide sul valore dell'immobile che gli altri coeredi riceveranno e condiziona la divisione.
La devoluzione allo Stato
In mancanza di parenti entro il sesto grado l'eredità si devolve allo Stato. L'acquisto avviene di diritto, senza necessità di accettazione, e lo Stato non risponde dei debiti ereditari oltre il valore dei beni acquistati.
Domande frequenti
Il coniuge separato eredita?
Sì, con gli stessi diritti del coniuge non separato, salvo che gli sia stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato. Il coniuge divorziato non ha invece diritti successori.
Il convivente di fatto eredita?
No. Al convivente non spettano diritti successori: gli è riconosciuto un diritto di abitazione temporaneo sulla casa di comune residenza. Per attribuirgli beni occorre un testamento.
I nipoti ereditano dal nonno se il loro genitore è premorto?
Sì, per rappresentazione: subentrano nel luogo e nel grado del genitore premorto e ne assumono la quota, che si divide tra loro per stirpi.
Che quota spetta al coniuge con due figli?
Un terzo al coniuge e due terzi ai figli in parti uguali. Con un solo figlio, invece, la ripartizione è a metà.
Cosa succede se il testamento dispone solo di alcuni beni?
Per la parte non disposta si apre la successione legittima: le due successioni convivono, e i beni residui si devolvono secondo l'ordine e le quote di legge.
Se la situazione familiare presenta separazioni, figli di precedenti unioni, rinunce o parenti da individuare, la ricostruzione delle quote merita una verifica preventiva. Lo Studio è a disposizione per una valutazione preliminare online o per un incontro riservato in studio.