La nozione di onere testamentario - Avvocato Pedrazzoli

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La nozione di onere testamentario

Il codice civile non fornisce una definizione esplicita dell'onere testamentario, ma ne stabilisce la regolamentazione attraverso un insieme di norme (articoli 647, 648, 671, 629 e 677), che hanno catalizzato l'attenzione della dottrina per una revisione critica della sua collocazione all'interno del negozio testamentario.

L'onere testamentario, o "modus", rappresenta un vincolo imposto dal testatore all'erede o al legatario, consistente nell'obbligazione di compiere determinate azioni (dare, fare o non fare qualcosa) a beneficio del disponente o di terzi. Questa disposizione incide significativamente sull'ambito economico o giuridico dell'attribuzione, limitandone la portata.

Etimologicamente, il termine "modus" (misura) indica una restrizione della liberalità testamentaria. Tale terminologia si applica sia alla disposizione modale in sé sia all'obbligazione che ne deriva, distinguendosi dal legato per la sua origine esclusivamente volontaria del de cuius.

L'obbligazione modale si configura come un impegno di natura patrimoniale, il cui adempimento è coercibile e regolamentato specificamente dal legislatore. Entro i confini della valutazione economica, il contenuto dell'onere può assumere le forme più diverse, come confermato dalla giurisprudenza.

Se l'obbligazione imposta non è valutabile economicamente, la volontà del testatore può essere realizzata solo se interpretata come condizione; in caso contrario, rimarrà priva di effetti legali. Una clausola che esorta l'onerato a seguire principi morali o che stabilisce disposizioni finanziarie senza un chiaro riferimento agli obiettivi testamentari non costituisce un onere valido.

Un ulteriore limite all'applicabilità dell'onere è il divieto di imporre vincoli sulla quota di legittima, rendendo nullo qualsiasi onere di assistenza imposto a un legittimario limitato alla sua quota di riserva. Questo principio è ampiamente riconosciuto nella dottrina.

A differenza delle conseguenze previste per gli oneri impossibili o illeciti, la nullità di una disposizione modale che lede la quota di legittima può essere sanata attraverso la conferma o l'esecuzione, come previsto dall'articolo 590 del codice civile. Tuttavia, una clausola giudicata "non apposta" non è suscettibile di sanatoria.

Nel caso in cui il testatore non specifichi chi debba adempiere all'onere, questo si presume gravare su tutti gli eredi, i quali sono tenuti a soddisfarlo proporzionalmente alle rispettive quote ereditarie.
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