La collazione in assenza di relictum - Avvocato Pedrazzoli

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Avvocato Antonio Pedrazzoli - eredità e successioni

La collazione in assenza di relictum e di comunione ereditaria

Giurisprudenza:
Cass. civ., Sez. VI - 2, Ordinanza, 14/01/2021, n. 509
La collazione presuppone l'esistenza di una comunione ereditaria e, quindi, di un asse da dividere, mentre, se l'asse é stato esaurito con donazioni o con legati, o con le une e con gli altri insieme, sicché viene a mancare un "relictum" da dividere, non vi è luogo a divisione e, quindi, neppure a collazione, salvo l'esito dell'eventuale azione di riduzione.
Cass. civ., Sez. II, Sentenza, 21/12/2021, n. 41132
La collazione presuppone l'esistenza di una comunione ereditaria e, quindi, di un asse da dividere, mentre, se l'asse è stato esaurito con donazioni o con legati, o con le une e con gli altri insieme, viene meno un "relictum" da dividere, sicché non vi è luogo a divisione e, quindi, la collazione non potrebbe essere invocata neppure per effetto dell'eventuale azione di riduzione che mira unicamente a far ottenere al legittimario, titolare di un diritto proprio, riconosciutogli dalla legge, l'integrazione della quota di riserva spettantegli e non già la costituzione di una comunione tra coeredi.

Commento:
Le pronunzie citate si riferiscono alla collazione, ovvero all'obbligo imposto ai discendenti di restituire al patrimonio dell'eredità qualsiasi donazione ricevuta dal defunto durante la sua vita qualora ne ricorrano le condizioni.
La Corte di Cassazione afferma che la collazione presuppone l'esistenza di una comunione ereditaria, ovvero di un asse da dividere tra i coeredi. Se, invece, l'asse ereditario è stato esaurito con donazioni, legati o altre disposizioni testamentarie, non vi è più nulla da dividere e, quindi, non vi è neanche la possibilità di applicare la collazione.
Inoltre, la Suprema Corte specifica che l'eventuale azione di riduzione, che ha lo scopo di far ottenere al legittimario la quota di riserva spettantegli, non mira a costituire una comunione tra i coeredi, ma piuttosto a far valere un diritto proprio riconosciuto dalla legge.
In generale, la Corte di Cassazione fornisce importanti informazioni sulle condizioni in cui è possibile applicare la collazione e sulla differenza tra l'azione di riduzione e la costituzione di una comunione ereditaria tra i coeredi.


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