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Assistenza strategica in materia di eredità e successioni
   
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.Assistenza strategica in materia di eredità e successioni
Milano Lugano
Assistenza strategica in materia di eredità e successioni

La prescrizione del diritto di accettare l'eredità

Il diritto di accettare l'eredità si prescrive in dieci anni dall'apertura della successione. È un termine che scorre silenziosamente, senza che alcuno vi dia impulso, e la giurisprudenza ne ha confermato il rigore: non lo arrestano né la pendenza di un giudizio sull'individuazione del chiamato, né la scoperta tardiva di un testamento, né la sopravvenienza di attivo ereditario prima ignorato.

La norma

Art. 480 c.c. — Prescrizione

Il diritto di accettare l'eredità si prescrive in dieci anni.

Il termine decorre dal giorno dell'apertura della successione e, in caso di istituzione condizionale, dal giorno in cui si verifica la condizione.

Il termine non corre per i chiamati ulteriori, se vi è stata accettazione da parte di precedenti chiamati e successivamente il loro acquisto ereditario è venuto meno.

La disposizione va tenuta distinta dalle ipotesi di decadenza, che conseguono al mancato compimento di un atto entro un termine fissato dal giudice o imposto dalla legge in relazione al possesso dei beni. Qui opera il solo trascorrere del tempo.

La decorrenza ordinaria

Il termine decorre dal giorno dell'apertura della successione, che coincide con la morte del de cuius. Non rileva il momento in cui il chiamato ha avuto notizia della propria vocazione, né quello in cui ha appreso della consistenza dell'asse.

Il criterio è oggettivo e prescinde dalla condizione soggettiva del chiamato. È una scelta legislativa coerente con l'esigenza di certezza: la posizione dei beni ereditari non può restare indefinitamente sospesa in attesa che ciascun successibile si attivi.

La delazione condizionata

Quando l'istituzione di erede è sottoposta a condizione sospensiva, il termine decorre dal giorno in cui la condizione si verifica: prima di quel momento la delazione non è efficace e il diritto non può essere esercitato.

contra non valentem agere non currit praescriptio la prescrizione non corre contro chi non può agire
Art. 2935 c.c. — Decorrenza della prescrizione

La prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere.

Il principio generale spiega la deroga del secondo comma dell'art. 480 e orienta l'interpretazione nei casi non espressamente disciplinati.

I soggetti in posizione particolare

Benché la norma non li menzioni espressamente, il principio dovrebbe applicarsi anche a situazioni in cui il chiamato non è in condizione di esercitare il diritto al momento dell'apertura.

Nascituri

Il concepito è chiamato ma può acquistare solo con la nascita: prima di essa non è in condizione di far valere il diritto.

Enti non riconosciuti

L'ente che non abbia ancora conseguito la personalità giuridica si trova in una posizione che ne condiziona l'esercizio del diritto.

Filiazione accertata giudizialmente

Il figlio il cui status sia accertato con sentenza successiva all'apertura non era in grado di far valere la propria vocazione prima di quel momento.

Si tratta di applicazioni del principio dell'art. 2935 c.c., non di deroghe espressamente codificate: la questione va impostata caso per caso, documentando l'impossibilità giuridica — non la mera difficoltà di fatto — di esercitare il diritto.

Ciò che non impedisce il decorso del termine

⚠ Il rigore della giurisprudenza

Gli ostacoli di fatto non incidono sul decorso del termine prescrizionale. Solo l'impossibilità giuridica di far valere il diritto ne differisce la decorrenza: la difficoltà pratica, l'ignoranza della propria posizione, l'incertezza sull'esito di un giudizio restano irrilevanti.

Cass. Civ., Sez. II, 21687/2014

La pendenza di un giudizio diretto ad accertare il destinatario della delazione ereditaria non impedisce il decorso della prescrizione del diritto di accettare.

Cass. Civ., Sez. II, 4695/2017

Non è rilevante, ai fini del decorso del termine, la sopravvenienza di attivo ereditario in precedenza ignorato.

Cass. Civ., Sez. II, 8776/2013

Il termine decennale decorre dal giorno dell'apertura della successione indipendentemente dalla scoperta successiva di un testamento non noto in precedenza.

L'ultima pronuncia merita attenzione nella pratica: chi apprende dopo anni di essere stato istituito erede in un testamento fino ad allora ignoto non beneficia di alcuna rimessione in termini. Se il decennio è decorso, il diritto è prescritto.

I chiamati ulteriori

Il terzo comma dell'art. 480 c.c. disciplina un'ipotesi specifica: quello del chiamato ulteriore la cui vocazione dipende dalla sorte di un acquisto altrui.

SituazioneRegime della prescrizione
I precedenti chiamati non hanno accettatoIl termine decorre anche per i chiamati ulteriori, che possono esercitare il diritto una volta decorso senza dichiarazione il termine fissato dal giudice ex art. 481 c.c.
I precedenti chiamati hanno accettato e il loro acquisto è successivamente venuto menoIl termine non corre per i chiamati ulteriori; riprende dal giorno in cui è venuto meno l'acquisto che ne aveva impedito il decorso

La distinzione è coerente con il principio generale. Finché un altro soggetto ha validamente acquistato l'eredità, il chiamato ulteriore non ha alcun diritto da far valere: sarebbe iniquo far decorrere contro di lui un termine relativo a una posizione che non gli apparteneva.

L'acquisto può venire meno per le cause più varie: annullamento del testamento, accertamento dell'indegnità, avveramento di una condizione risolutiva. Individuare con precisione il momento in cui l'acquisto è caduto è il passaggio decisivo per il calcolo del termine.

Come si evita la prescrizione

Il diritto si conserva esercitandolo: l'unico modo per impedire la prescrizione è accettare entro il decennio. E l'accettazione può essere avvenuta senza che il chiamato ne abbia consapevolezza.

  • Accettazione espressa: dichiarazione o assunzione del titolo di erede in atto pubblico o scrittura privata;
  • Accettazione tacita: compimento di un atto che presuppone necessariamente la volontà di accettare;
  • Accettazione con beneficio d'inventario: dichiarazione ricevuta da notaio o cancelliere.
Il rilievo difensivo

Di fronte a un'eccezione di prescrizione, la verifica da compiere non riguarda solo il calcolo del decennio: occorre accertare se nel frattempo il chiamato abbia compiuto un atto di accettazione tacita. Un pagamento con denaro dell'asse, una riscossione, una voltura possono aver consolidato la qualità di erede molto prima della scadenza.

La prescrizione va eccepita

Come ogni prescrizione, anche quella del diritto di accettare non è rilevabile d'ufficio dal giudice: deve essere eccepita dalla parte che vi ha interesse. Chi intenda contestare la qualità di erede di un soggetto che si attivi dopo il decennio deve quindi sollevare l'eccezione nei termini processuali.

Specularmente, chi agisce come erede dopo molti anni dall'apertura della successione deve aspettarsi l'eccezione e prepararsi a documentare gli atti idonei a escludere la prescrizione.

Gli effetti della prescrizione

Prescritto il diritto, il chiamato non può più accettare. La quota si devolve secondo le regole ordinarie: opera la rappresentazione a favore dei discendenti ove ne ricorrano i presupposti, altrimenti l'accrescimento a favore degli altri chiamati o la devoluzione ai successibili ulteriori secondo l'ordine legale, fino — in mancanza — allo Stato.

Domande frequenti

Da quando decorrono i dieci anni?

Dal giorno dell'apertura della successione, cioè dalla morte del defunto. In caso di istituzione sottoposta a condizione sospensiva, dal giorno in cui la condizione si verifica.

Ho scoperto solo ora un testamento a mio favore: sono ancora in tempo?

Il termine decorre dall'apertura della successione indipendentemente dalla scoperta successiva di un testamento prima ignoto. Se il decennio è trascorso, il diritto è prescritto.

Un giudizio pendente sospende il termine?

No. La pendenza di un giudizio diretto ad accertare il destinatario della delazione ereditaria non impedisce il decorso della prescrizione.

Se emergono nuovi beni il termine riparte?

No. La sopravvenienza di attivo ereditario in precedenza ignorato non è rilevante ai fini del decorso del termine.

Il giudice rileva la prescrizione da solo?

No. La prescrizione non è rilevabile d'ufficio: deve essere eccepita dalla parte interessata nei termini processuali previsti.

Se la successione risale a diversi anni fa, o se Le è stata opposta un'eccezione di prescrizione, la verifica va condotta sugli atti compiuti nel decennio prima ancora che sul calendario. Lo Studio è a disposizione per una valutazione preliminare online o per un incontro riservato in studio.

Le informazioni contenute in questa pagina hanno carattere generale e non sostituiscono una consulenza legale riferita al caso concreto. L'individuazione della decorrenza del termine e l'accertamento di eventuali atti idonei a escludere la prescrizione richiedono l'esame della documentazione e degli atti compiuti: gli orientamenti giurisprudenziali richiamati sono soggetti a evoluzione.
Avvocato Antonio Pedrazzoli
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