Comunicazione del decesso a banche e Poste: blocco dei conti e sblocco per gli eredi
Alla comunicazione del decesso l'istituto blocca i rapporti intestati al defunto. È un passaggio necessario, ma va compreso nella sua esatta portata: il blocco non deriva da una scelta discrezionale della banca, e la dichiarazione di successione — che l'istituto richiede per lo sblocco — è un adempimento fiscale, non l'atto che stabilisce chi sia erede.
In questa guida
Perché comunicare subito
La comunicazione tempestiva agli istituti di credito e a Poste Italiane non è soltanto un dovere di correttezza: protegge gli eredi. Finché il rapporto resta operativo, continuano gli addebiti automatici — utenze, rate, canoni — e possono affluire accrediti non dovuti, come le mensilità di pensione successive al decesso, che dovranno essere restituite.
La comunicazione va indirizzata a ogni istituto presso cui il defunto aveva rapporti: conti correnti, libretti, depositi titoli, fondi, polizze finanziarie, carte e cassette di sicurezza.
Cosa comporta il blocco dei rapporti
Ricevuta la comunicazione, l'istituto sospende l'operatività: prelievi, bonifici, pagamenti e utilizzo delle carte. Le deleghe a operare rilasciate dal defunto cessano automaticamente con la sua morte, poiché il mandato si estingue.
I conti cointestati
Cointestazione a firma disgiunta
Il cointestatario superstite conserva di norma l'operatività sulla quota di propria spettanza, presuntivamente pari a quella degli altri intestatari. La quota del defunto entra nell'asse ed è bloccata.
Cointestazione a firma congiunta
Il rapporto resta integralmente bloccato: le operazioni richiedevano il concorso di tutti gli intestatari, venuto meno con il decesso.
Il fondamento normativo del blocco
Le aziende e gli istituti di credito, le società e gli enti che emettono azioni, obbligazioni o altri titoli non possono pagare le somme dovute o restituire i beni ricevuti in deposito o consegnare i titoli, se non è stata fornita la prova della presentazione della dichiarazione di successione o della sua non necessità.
Qui sta la correzione da fare rispetto a una convinzione diffusa: la banca non chiede la dichiarazione di successione perché quel documento individui gli eredi — non è la sua funzione — ma perché una norma tributaria le vieta di pagare prima che ne sia dimostrata la presentazione. La legittimazione degli eredi si prova invece con documenti diversi: dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, testamento pubblicato, certificato successorio europeo nelle successioni transfrontaliere.
Cosa si può ottenere prima dello sblocco
- Pagamento delle spese funerarie: molti istituti consentono l'utilizzo delle somme per saldare direttamente la fattura dell'impresa funebre, su richiesta documentata;
- Pagamento delle imposte di successione e degli oneri connessi, con addebito diretto sul rapporto del defunto;
- Svincolo per erede unico under 26: in presenza di immobili nell'asse e con unico erede di età non superiore a ventisei anni, le banche possono svincolare le somme prima della dichiarazione, nei limiti delle imposte ipotecarie, catastali e di bollo (art. 48, comma 4-bis, T.U.S.);
- Estratti conto e documentazione: ottenibili a prescindere dallo sblocco operativo.
I documenti per lo sblocco
Prova del decesso
Certificato di morte o autocertificazione: gli istituti privati richiedono di norma il certificato o l'estratto per riassunto dell'atto di morte.
Prova della qualità di erede
Dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà con l'indicazione dei chiamati, eventuale testamento pubblicato, atto di rinuncia dei chiamati che non intendono succedere.
Prova della presentazione della dichiarazione di successione
Copia della dichiarazione con ricevuta telematica, oppure dichiarazione motivata di non necessità nei casi di esonero previsti dalla legge.
Istruzioni sottoscritte da tutti gli eredi
Fino alla divisione le somme appartengono alla comunione: l'istituto esegue solo su istruzioni concordi di tutti i coeredi, salvo il pagamento della quota individuale.
Le cassette di sicurezza
L'apertura della cassetta intestata al defunto richiede una procedura specifica: si procede in contraddittorio, con la presenza di un funzionario dell'istituto e la redazione di un inventario del contenuto, che può essere formato da un notaio o da un pubblico ufficiale. L'inventario serve sia ai fini della dichiarazione di successione sia a prevenire contestazioni tra coeredi.
Il diritto alla documentazione bancaria
Il cliente, colui che gli succede a qualunque titolo e colui che subentra nell'amministrazione dei suoi beni hanno diritto di ottenere, a proprie spese, entro un congruo termine e comunque non oltre novanta giorni, copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni.
È lo strumento decisivo nelle successioni conflittuali: consente a ciascun erede di ottenere la documentazione decennale dei rapporti del defunto, indipendentemente dal consenso degli altri coeredi. Da lì emergono prelievi ravvicinati al decesso, bonifici a favore di un coerede, movimentazioni compiute da delegati — elementi che alimentano tanto la ricostruzione dell'asse quanto l'eventuale azione di riduzione.
Utilizzare somme del defunto — anche tramite una delega ancora tecnicamente funzionante prima della comunicazione — è atto che può integrare accettazione tacita dell'eredità, precludendo la rinuncia e il beneficio d'inventario.
Quando la consistenza dei debiti del defunto non è chiara, la condotta prudente è comunicare il decesso, lasciare bloccato il rapporto e definire la propria posizione successoria prima di disporre di qualsiasi somma.
Domande frequenti
Perché la banca chiede la dichiarazione di successione?
Perché l'art. 48 del T.U.S. le vieta di pagare le somme prima che sia fornita prova della presentazione della dichiarazione o della sua non necessità. Non è il documento che individua gli eredi: la legittimazione si prova con altri atti.
Posso usare la delega che avevo sul conto del defunto?
No. La delega a operare si estingue con la morte del titolare. Utilizzarla dopo il decesso è irregolare e può inoltre integrare accettazione tacita dell'eredità.
Cosa succede al conto cointestato?
Con firma disgiunta il cointestatario superstite conserva di norma l'operatività sulla propria quota, presuntivamente pari; la quota del defunto è bloccata. Con firma congiunta il rapporto resta interamente bloccato.
Posso pagare il funerale con i soldi del conto bloccato?
Molti istituti consentono il pagamento diretto della fattura dell'impresa funebre a valere sulle somme del defunto, su richiesta documentata. Va verificata la prassi del singolo istituto.
Un coerede può ottenere gli estratti conto senza il consenso degli altri?
Sì. L'art. 119 T.U.B. riconosce a chi succede al cliente il diritto di ottenere, a proprie spese, copia della documentazione relativa alle operazioni degli ultimi dieci anni.
Se i rapporti bancari del defunto presentano movimentazioni da chiarire, cointestazioni contestate o disaccordo tra coeredi sullo sblocco, lo Studio è a disposizione per una valutazione preliminare online o per un incontro riservato in studio.