L'azione di riduzione in senso stretto - Avvocato Pedrazzoli

Antonio Pedrazzoli

Avvocato per Eredità e Successioni

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Novara, Rotonda Massimo d'Azeglio n. 11
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L'azione di riduzione in senso stretto

L'azione di riduzione si configura come uno strumento giuridico diretto a contestare la validità, totale o parziale, di determinate disposizioni patrimoniali – quali donazioni, istituzioni d'erede, legati – che eccedono la quota disponibile lasciata dal de cuius, in violazione dei diritti dei legittimari. Tale azione si fonda sui principi normativi stabiliti dagli articoli 558 e 559 del codice civile, i quali delineano un preciso ordine per la riduzione delle disposizioni lesive: inizialmente si interviene sulle disposizioni testamentarie e, successivamente, sulle donazioni, procedendo in ordine inverso dalla più recente alla più antica. Tale sequenza è imperativa e non può essere derogata.

La giurisprudenza ha chiarito che la mancata contestazione delle disposizioni lesive secondo l'ordine previsto dalla legge preclude al legittimario la possibilità di agire contro quelle che, se l'ordine fosse stato rispettato, non sarebbero state impugnabili. Inoltre, è stato sottolineato che non esiste l'obbligo di formare un litisconsorzio, né per i soggetti che agiscono in giudizio né per quelli contro i quali l'azione è diretta. Tuttavia, non coinvolgere tutti i beneficiari delle disposizioni contestate potrebbe rendere vana l'azione a causa della specifica sequenza di riduzione prevista dalla legge, che dà precedenza alle disposizioni testamentarie e, solo dopo, alle donazioni in ordine di prossimità temporale.

La finalità dell'azione di riduzione è quella di ottenere una dichiarazione di parziale o totale inefficacia delle disposizioni che superano la quota di patrimonio disponibile, a tutela della porzione di legittima spettante ai legittimari. Tale azione può essere esercitata anche nei confronti di soggetti che, pur essendo essi stessi legittimari, abbiano beneficiato di tali disposizioni eccessive, senza che ciò pregiudichi la loro quota di legittima.

Significativamente, nel caso in cui il patrimonio del de cuius sia stato interamente esaurito attraverso donazioni, il legittimario totalmente escluso dalle disposizioni testamentarie non può essere considerato erede al momento dell'apertura della successione. Infine, è opportuno considerare il rapporto tra l'azione di riduzione e quella volta a ottenere la divisione dell'eredità, come illustrato dalla giurisprudenza, per una comprensione integrata dei meccanismi di tutela dei diritti ereditari.
Avvocato Antonio Pedrazzoli
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