Divisione del testatore - Avvocato Pedrazzoli

Antonio Pedrazzoli

Avvocato per Eredità e Successioni

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Novara, Rotonda Massimo d'Azeglio n. 11
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La divisione fatta dal testatore

La divisione testamentaria, definita come "assegno divisionale qualificato", permette al testatore di distribuire tutti o parte dei beni ereditari in porzioni corrispondenti alle quote ereditarie designate. Questo tipo di disposizione porta a un'attribuzione diretta dei beni ai coeredi al momento dell'apertura della successione, evitando la formazione di una comunione ereditaria. Di conseguenza, un erede che non riceve l'assegnazione di un bene specifico, e che viene coinvolto in una controversia relativa a tale bene dopo la morte del dante causa, si trova in una posizione di non legittimazione, per la sua estraneità all'oggetto del giudizio. Diversamente, ricade nell'ambito dell'articolo 733 del codice civile la situazione in cui il testatore non procede direttamente alla divisione, ma stabilisce le regole per una futura divisione: l'interpretazione della volontà del testatore, in questi casi, è una questione di fatto che non è soggetta a revisione in sede di legittimità se supportata da una motivazione adeguata.
Il testatore può includere nell'atto testamentario l'obbligo di conguagli qualora assegni a uno o più coeredi beni di valore superiore alla loro quota ideale. Se, ad esempio, il testatore ha ripartito gli immobili assegnando in denaro la quota di un coerede, tale somma rappresenta un credito di valore per il beneficiario.

La "institutio ex re certa" e la divisione effettuata dal testatore ai sensi dell'articolo 734 si differenziano: nella prima ipotesi, le quote devono essere determinate successivamente, valutando il rapporto tra il valore dei beni assegnati e il valore totale dell'asse ereditario; nella seconda, le quote sono già definite dal testatore.

Il testatore deve rispettare il principio di proporzionalità tra il valore della porzione assegnata e il valore della quota di riserva, senza pregiudicare l'intangibilità quantitativa (e non qualitativa) della quota riservata ai legittimari.

È consentita la divisione parziale del patrimonio da parte del testatore, che può decidere di disporre solo di una parte dei beni, instaurando una comunione ereditaria per i beni residui. Tale divisione parziale non preclude le operazioni esecutive necessarie per individuare gli oggetti dell'attribuzione.

In certi casi, si ammette anche una divisione parziale dal punto di vista soggettivo, a patto che restino esclusi dalla divisione beni sufficienti a soddisfare le quote degli eredi istituiti ma non inclusi nella divisione testamentaria. Questo tipo di divisione risulta necessariamente parziale anche dal punto di vista oggettivo.

Tali principi sono stati sottolineati anche dalla giurisprudenza, che ha offerto chiarimenti su vari aspetti della divisione testamentaria e delle sue implicazioni legali e pratiche.
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