La riserva di disporre di determinate cose - Avvocato Pedrazzoli

Antonio Pedrazzoli

Avvocato per Eredità e Successioni

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Novara, Rotonda Massimo d'Azeglio n. 11
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Riserva su Cose Determinate e Condizione Risolutiva

La riserva del potere di disporre su una o più cose determinate, componente della donazione, funge da condizione risolutiva. Qualora il donante eserciti tale potere, il bene ritorna a lui con effetto ex tunc. Tuttavia, si osserva che questa schema non è applicabile alla riserva a favore di terzi, dove l’esercizio della riserva trasferisce il bene direttamente al patrimonio del terzo. La moderna dottrina interpreta la riserva di cui all'art. 790 del codice civile come strumento di revisione del piano di donazione, inserito nel contesto più ampio dell'affidamento fiduciario. Un'estensione della riserva a tutto l'oggetto della donazione la rende nulla, poiché contraria al principio di irrevocabilità delle donazioni.

La riserva del potere di chiedere una somma determinata, inclusa nel valore dei beni donati, deve essere proporzionale rispetto all'intero valore della donazione. La riserva sul denaro viene considerata una donazione modale, sospensivamente condizionata all’esercizio della facoltà del donante.

È stata sollevata una questione di legittimità costituzionale sulla mancanza di previsione, nella normativa vigente, per il donante di imporre obblighi di assistenza morale e materiale al donatario. Tuttavia, la Corte Costituzionale ha dichiarato la questione inammissibile. Nonostante ciò, persiste una tendenza a garantirsi l'assistenza morale e materiale attraverso la riserva di disporre.

La facoltà di disporre è considerata un diritto potestativo personale, recettizio e formale, non trasmissibile agli eredi del donante né esercitabile dai suoi creditori. Tuttavia, si ritiene che, data la possibilità per il donante di disporre a favore di terzi, possa esserci una sostituzione nel diritto di esercizio da parte di un terzo.





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