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Assistenza strategica in materia di eredità e successioni
   
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.Assistenza strategica in materia di eredità e successioni
Milano Lugano
Assistenza strategica in materia di eredità e successioni

La dichiarazione dei redditi del defunto: obblighi e tutele degli eredi

Gli eredi devono presentare la dichiarazione dei redditi per il periodo d'imposta in cui è avvenuto il decesso, con riferimento ai redditi percepiti dal defunto fino a quella data. La disciplina fiscale prevede però due regole che cambiano sensibilmente il quadro rispetto a quello civilistico: una proroga dei termini a favore degli eredi e una responsabilità solidale per le imposte, cui però non si accompagna la trasmissione delle sanzioni.

Chi presenta la dichiarazione e con quale modello

L'obbligo grava sugli eredi, che presentano la dichiarazione per conto del defunto indicando i redditi da lui percepiti dal 1° gennaio fino alla data del decesso. È sufficiente che vi provveda uno degli eredi, ma l'adempimento riguarda la posizione di tutti.

⚠ Il modello 730 non è utilizzabile

Per il defunto non può essere presentato il modello 730, neppure quando in vita se ne sarebbe potuto avvalere. Gli eredi devono utilizzare il modello Redditi Persone Fisiche, con l'indicazione della qualità di erede dichiarante e dei dati del contribuente deceduto.

Se il defunto aveva già presentato il 730 per l'anno precedente e da esso emergeva un credito, gli eredi possono recuperarlo attraverso la dichiarazione presentata per suo conto.

La proroga dei termini a favore degli eredi

Art. 65, comma 3, D.P.R. 600/1973

Tutti i termini pendenti alla data della morte del contribuente o scadenti entro quattro mesi da essa, compresi il termine per la presentazione della dichiarazione e il termine per ricorrere contro l'accertamento, sono prorogati di sei mesi in favore degli eredi.

È la disposizione di maggior rilievo pratico e la più ignorata. La proroga semestrale opera automaticamente, senza necessità di istanza, e riguarda non solo la dichiarazione ma l'intera platea dei termini fiscali pendenti: versamenti, ricorsi tributari, adempimenti connessi ad accertamenti già notificati al defunto.

Nella pratica ciò significa che un termine scaduto nell'imminenza del decesso può non essere affatto perduto. Prima di rassegnarsi a una decadenza conviene verificare se ricorrano i presupposti della proroga: il termine deve essere pendente alla data della morte o scadere entro i quattro mesi successivi.

La comunicazione dei dati degli eredi

Gli eredi hanno interesse a comunicare all'Agenzia delle Entrate le proprie generalità e il proprio domicilio fiscale. La ragione è di tutela: in mancanza, la notifica degli atti intestati al defunto può essere eseguita impersonalmente e collettivamente agli eredi presso l'ultimo domicilio del defunto.

⚠ Il rischio dell'omissione

Un avviso di accertamento notificato all'ultimo domicilio del defunto — magari un'abitazione ormai disabitata o già venduta — è validamente notificato agli eredi che non abbiano comunicato i propri dati. Il termine per impugnare decorre ugualmente, e la scoperta avviene di regola quando è troppo tardi.

La responsabilità solidale per le imposte

Art. 65, comma 1, D.P.R. 600/1973

Gli eredi rispondono in solido delle obbligazioni tributarie il cui presupposto si è verificato anteriormente alla morte del dante causa.

Qui si registra uno scarto significativo rispetto alla disciplina civilistica. I debiti ereditari ordinari si dividono tra i coeredi in proporzione alle rispettive quote; i debiti tributari del defunto, invece, gravano su ciascun erede per l'intero, salvo il regresso verso gli altri.

Debiti civili

Ripartizione automatica pro quota tra i coeredi: ciascuno risponde nei limiti della propria porzione.

Debiti tributari

Solidarietà: l'amministrazione può pretendere l'intero da uno solo degli eredi, che poi agisce in regresso.

La solidarietà rende particolarmente rilevante la scelta sull'accettazione: chi accetta puramente e semplicemente può trovarsi a rispondere per l'intero di un debito fiscale del defunto, indipendentemente dalla quota ricevuta. È una delle ragioni per cui, in presenza di posizioni fiscali non chiare, va valutato il beneficio d'inventario.

Le sanzioni non si trasmettono agli eredi

Art. 8 D.Lgs. 472/1997 — Intrasmissibilità della sanzione

L'obbligazione al pagamento della sanzione non si trasmette agli eredi.

Il principio discende dalla natura personale della sanzione: risponde chi ha commesso la violazione, e la responsabilità si estingue con la sua morte. Agli eredi si trasmette dunque il tributo, con i relativi interessi, ma non la sanzione irrogata o irrogabile.

Si tratta di una difesa da far valere attivamente. Non è infrequente che avvisi notificati agli eredi contengano importi comprensivi di sanzioni riferite a violazioni del defunto: la verifica della composizione della pretesa è il primo controllo da eseguire.

La detrazione delle spese funebri

Chi ha sostenuto le spese funebri può portarle in detrazione nella propria dichiarazione dei redditi, nella misura del 19% e nel limite di spesa previsto dalla legge per ciascun evento di morte.

  • Non è richiesto un rapporto di parentela con il defunto: la detrazione spetta a chiunque abbia sostenuto la spesa, purché la documentazione sia a lui intestata;
  • Il limite opera per evento, non per contribuente: se più soggetti hanno concorso alla spesa, il tetto va ripartito tra loro;
  • Rilevano le spese connesse al decesso: servizi funebri, feretro, trasporto, cerimonia e oneri cimiteriali immediatamente conseguenti;
  • Non rientrano le spese sostenute in previsione della morte, come l'acquisto anticipato di un loculo;
  • Occorre il pagamento tracciabile secondo le regole generali sulle detrazioni, salvo le eccezioni di legge.
La detrazione si colloca nella dichiarazione di chi ha pagato, non in quella del defunto. È un dettaglio che nella pratica genera confusione e conduce a perdere il beneficio.

I redditi percepiti dopo il decesso

Vanno tenuti distinti i redditi del defunto, che confluiscono nella dichiarazione presentata per suo conto, da quelli che maturano o vengono corrisposti successivamente.

FattispecieTrattamento
Redditi percepiti dal defunto fino al decessoDichiarazione presentata dagli eredi per conto del defunto
Ratei di pensione e retribuzioni corrisposti agli erediTassati in capo agli eredi, secondo la quota spettante a ciascuno
Trattamento di fine rapportoCorrisposto agli aventi diritto con regime di tassazione separata
Redditi dei beni ereditari successivi all'aperturaDichiarati da ciascun erede in proporzione alla quota
Capitale di polizza vitaNon concorre all'attivo ereditario; regime proprio del contratto

Rimborsi e crediti d'imposta

Se dalla posizione fiscale del defunto emerge un credito, questo rientra nell'attivo ereditario e spetta agli eredi in proporzione alle rispettive quote. Il rimborso può essere richiesto nella dichiarazione presentata per conto del defunto oppure con istanza specifica, corredata dalla documentazione comprovante la qualità di erede.

Anche le detrazioni pluriennali del defunto — tipicamente quelle per interventi di recupero edilizio e di riqualificazione energetica — non si perdono: le rate residue si trasferiscono a chi conserva la detenzione materiale e diretta dell'immobile.

Domande frequenti

Posso usare il 730 per il defunto?

No. Per il contribuente deceduto va utilizzato il modello Redditi Persone Fisiche, anche quando in vita avrebbe potuto avvalersi del 730.

Entro quando va presentata la dichiarazione?

Vale la scadenza ordinaria, ma i termini pendenti alla data della morte o scadenti entro i quattro mesi successivi sono prorogati di sei mesi in favore degli eredi, automaticamente e senza necessità di istanza.

Ogni erede risponde solo della propria quota di imposte?

No. A differenza dei debiti civili, che si dividono pro quota, per le obbligazioni tributarie del defunto gli eredi rispondono in solido: l'amministrazione può pretendere l'intero da uno solo, salvo il regresso verso gli altri.

Gli eredi devono pagare le sanzioni del defunto?

No. L'obbligazione al pagamento della sanzione non si trasmette agli eredi: si trasmettono il tributo e gli interessi. È una difesa da verificare sulla composizione degli avvisi notificati.

Chi può detrarre le spese funebri?

Chiunque le abbia sostenute, anche in assenza di rapporto di parentela con il defunto, purché la documentazione sia intestata a chi porta la spesa in detrazione. Il limite opera per evento di morte e va ripartito tra più soggetti che vi abbiano concorso.

Se la posizione fiscale del defunto presenta accertamenti pendenti, cartelle o debiti tributari di entità non chiara, la scelta sull'accettazione va compiuta con cognizione: la solidarietà espone ciascun erede per l'intero. Lo Studio è a disposizione per una valutazione preliminare online o per un incontro riservato in studio.

Le informazioni contenute in questa pagina hanno carattere generale e non sostituiscono una consulenza legale o fiscale riferita al caso concreto. Aliquote, limiti di detrazione e modalità dichiarative sono soggetti a modifiche normative annuali: si raccomanda di verificare le disposizioni vigenti per il periodo d'imposta di riferimento e di avvalersi dell'assistenza di un professionista abilitato.
Avvocato Antonio Pedrazzoli
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