Autocertificazione di morte: quando si può usare e fac simile
L'autocertificazione di morte sostituisce il certificato rilasciato dal Comune nei rapporti con la pubblica amministrazione e con i gestori di pubblici servizi, che non possono rifiutarla né pretendere il certificato. Vi sono però due limiti che il modello generico non segnala: riguarda soltanto alcuni gradi di parentela, e nei rapporti con i privati non è opponibile.
In questa guida
Il fondamento normativo
Sono comprovati con dichiarazioni, anche contestuali all'istanza, sottoscritte dall'interessato e prodotte in sostituzione delle normali certificazioni: […] la data e il luogo di nascita, la residenza e la morte del coniuge, dell'ascendente, del discendente.
La dichiarazione sostitutiva non è una cortesia concessa dall'amministrazione: è un diritto del cittadino. L'ufficio che la riceve non può richiedere in aggiunta il certificato di morte, e il rifiuto di accettarla costituisce violazione dei doveri d'ufficio.
Chi può renderla e per quali parenti
L'art. 46 consente di autocertificare la morte del coniuge, dell'ascendente e del discendente — quindi genitori, nonni, figli, nipoti in linea retta e coniuge. Non comprende i collaterali: per la morte di un fratello, di una sorella, di uno zio o di un cugino la dichiarazione sostitutiva di certificazione non è utilizzabile.
Per tali ipotesi si ricorre alla dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà ex art. 47 D.P.R. 445/2000, che consente di attestare stati e fatti a diretta conoscenza del dichiarante non compresi nell'elenco dell'art. 46.
L'estensione all'unito civilmente segue l'equiparazione al coniuge operata dalla normativa in materia di unioni civili.
Fac simile — dichiarazione sostitutiva di certificazione (art. 46)
Modello utilizzabile per la morte del coniuge, di un ascendente o di un discendente.
Dichiarazione sostitutiva di certificazione
(art. 46 D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445)
Il/La sottoscritto/a Nome Cognome, nato/a a *** il ***, residente in ***, via *** n. ***, codice fiscale ***,
consapevole delle sanzioni penali richiamate dall'art. 76 del D.P.R. 445/2000 in caso di dichiarazioni mendaci e della decadenza dai benefici eventualmente conseguiti, ai sensi dell'art. 75 del medesimo decreto,
DICHIARA
che Nome Cognome del defunto, nato/a a *** il ***, ultimo domicilio in ***, codice fiscale ***, proprio [coniuge / padre / madre / figlio/a / nonno/a], è deceduto/a in *** il giorno ***.
La presente dichiarazione è resa per gli usi consentiti dalla legge.
Luogo e data ______________
Il/La dichiarante ______________
Si allega copia fotostatica di documento di identità in corso di validità del dichiarante.
Fac simile — dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (art. 47)
Modello da utilizzare per la morte di un fratello, di una sorella o di altro parente non compreso nell'art. 46, o per attestare la propria qualità di erede.
Dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà
(art. 47 D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445)
Il/La sottoscritto/a Nome Cognome, nato/a a *** il ***, residente in ***, via *** n. ***, codice fiscale ***,
consapevole delle sanzioni penali richiamate dall'art. 76 del D.P.R. 445/2000 in caso di dichiarazioni mendaci e della decadenza dai benefici eventualmente conseguiti, ai sensi dell'art. 75 del medesimo decreto,
DICHIARA SOTTO LA PROPRIA RESPONSABILITÀ
che Nome Cognome del defunto, nato/a a *** il ***, ultimo domicilio in ***, codice fiscale ***, è deceduto/a in *** il giorno ***;
che il/la sottoscritto/a è [fratello / sorella / altro grado di parentela] del predetto/a;
che il/la predetto/a [ha lasciato / non ha lasciato] disposizioni testamentarie;
che sono chiamati alla successione i seguenti soggetti: *** (indicare nome, cognome, luogo e data di nascita e rapporto di parentela di ciascuno).
La presente dichiarazione è resa per gli usi consentiti dalla legge.
Luogo e data ______________
Il/La dichiarante ______________
Si allega copia fotostatica di documento di identità in corso di validità del dichiarante.
Il contenuto necessario
- Generalità complete del dichiarante: nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza, codice fiscale;
- Rapporto con il defunto: va specificato il grado, perché condiziona l'utilizzabilità dell'art. 46;
- Generalità del defunto: nome, cognome, luogo e data di nascita, ultimo domicilio, codice fiscale;
- Luogo e data del decesso;
- Richiamo espresso alle sanzioni di cui agli artt. 75 e 76 D.P.R. 445/2000;
- Luogo, data e sottoscrizione del dichiarante;
- Copia del documento di identità in corso di validità.
Dove vale e dove non vale
| Destinatario | Obbligo di accettazione | Nota |
|---|---|---|
| Pubbliche amministrazioni (Comuni, Agenzia delle Entrate, INPS) | Obbligatoria | Non possono richiedere il certificato: la richiesta è illegittima |
| Gestori di pubblici servizi (energia, gas, acqua, telefonia) | Obbligatoria | Equiparati alla PA ai fini della disciplina sulla documentazione amministrativa |
| Banche e intermediari finanziari | Facoltativa | Possono accettarla ma di regola pretendono il certificato o l'estratto |
| Compagnie di assicurazione | Facoltativa | Di norma richiedono documentazione in originale |
| Notai e autorità giudiziaria | Facoltativa | Per gli atti pubblici e i procedimenti è richiesta la certificazione |
| Autorità estere | Non ammessa | Occorre il certificato, con apostille o legalizzazione |
Controlli e sanzioni
Chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso nei casi previsti dal presente testo unico è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia.
L'amministrazione ricevente è tenuta a effettuare controlli, anche a campione, sulla veridicità di quanto dichiarato. Alla falsità si accompagna, oltre alla responsabilità penale, la decadenza dai benefici eventualmente conseguiti sulla base della dichiarazione non veritiera.
L'acquisizione d'ufficio dei dati
Vi è un passaggio ulteriore che rende in molti casi superflua la stessa autocertificazione: la pubblica amministrazione è tenuta ad acquisire d'ufficio le informazioni già in possesso di altra amministrazione. Il dato del decesso, registrato nell'anagrafe, rientra tra queste. All'interessato può essere richiesto soltanto di indicare gli elementi necessari al reperimento del dato.
Domande frequenti
Posso autocertificare la morte di mio fratello?
Non con la dichiarazione sostitutiva di certificazione ex art. 46, che è limitata a coniuge, ascendenti e discendenti. Per i collaterali si ricorre alla dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà ex art. 47.
La banca può rifiutare l'autocertificazione di morte?
Sì. L'obbligo di accettazione riguarda le pubbliche amministrazioni e i gestori di pubblici servizi. I privati, banche comprese, possono accettarla ma non vi sono tenuti e di regola richiedono il certificato.
Serve l'autentica della firma?
No, quando la dichiarazione è destinata alla pubblica amministrazione: è sufficiente allegare copia di un documento di identità in corso di validità. L'autentica può essere richiesta se il destinatario è un privato che accetti la dichiarazione.
L'autocertificazione ha una scadenza?
No. Attestando un evento immutabile, non è soggetta a termini di validità, come il certificato che sostituisce.
Cosa rischio se la dichiarazione è inesatta?
Le dichiarazioni mendaci sono punite ai sensi del codice penale e comportano la decadenza dai benefici conseguiti. Particolare attenzione va posta all'elenco dei chiamati all'eredità nella dichiarazione ex art. 47.
Se la successione presenta una pluralità di chiamati, rinunce, rappresentazione o eredi all'estero, la redazione della dichiarazione relativa agli aventi diritto merita una verifica preventiva. Lo Studio è a disposizione per una valutazione preliminare online o per un incontro riservato in studio.