La collazione - la casa del figlio - Avvocato Pedrazzoli

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La collazione – La casa del figlio comprata con denaro dei genitori

Una ipotesi molto frequente con la quale ci si deve confrontare è quella dell’acquisto da parte dei genitori della casa del figlio.
Si tratta senza dubbio di una fattispecie donativa che deve essere calcolata ai fini della massa ereditaria.
Ma quale è l’oggetto della donazione il denaro che è servito per acquistare l’immobile o l’immobile stesso?
La risposta al quesito non ha poca importanza perché ha conseguenze sul calcolo dell’asse ereditario e soprattutto sull’obbligo collatizio.
Al fine di realizzare l’operazione di acquisizione dell’immobile per il figlio possono essere stati utilizzati strumenti diversi.
Assai comune è quello della vendita in forza della quale il figlio acquista in modo diretto dal venditore l’immobile ed i genitori intervengono nell’atto di vendita unicamente per pagare il prezzo. Questo schema negoziale si chiama vendita con adempimento del terzo.
Altra possibilità diffusa è quella dei genitori che prima dell’atto notarile hanno fornito al figlio la provvista per comprare l’immobile. In questo caso è importante risalire a come sono stati dati i denari per l’acquisto dell’immobile.
Al fine di eseguire una prima indagine è fondamentale procurarsi l’atto di acquisto dell’immobile dal quale, se siamo fortunati, ricaveremo tutte le informazioni che necessiteremo in ordine alla provenienza del denaro usato per l’acquisto dell’immobile. La fortuna è prevalentemente legata ad un fattore temporale, ovvero, se l’atto è stato stipulato in un tempo successivo all’entrata in vigore della cosiddetta legge Bersani, 4 luglio 2006, in forza della quale il Notaio ha l’obbligo di elencare dettagliatamente anche tutti gli strumenti di pagamento.
Precisato quanto sopra è bene sapere che in seguito a diverse pronunce della Corte di Cassazione si è giunti alla nota sentenza Cass. Civ. Sez. Unite, 5 agosto 1992, n. 9282 in forza della quale è stato stabilito che oggetto della collazione è il bene immobile e non il denaro che è servito per il suo acquisto.
Questa pronuncia incide direttamente sul calcolo della massa ereditaria in quanto il valore da calcolare sarà quello dell’immobile al tempo dell’apertura della successione e non quello del denaro servito per il suo acquisto.
Oggetto dell’obbligo collatizio è, allora, l’immobile donato al figlio.

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