La collazione - le polizze assicurative - Avvocato Pedrazzoli

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La collazione – Le polizze assicurative

Una delle convinzioni comuni più radicate è che le polizze assicurative sulla vita siano completamente al di fuori del fenomeno successorio.
Questa affermazione è solo parzialmente vera in quanto ciò che non inciderà sulla successione della quale saremo interessati sarà unicamente la somma che l’assicurazione pagherà al beneficiario della stessa.
Che rilevanza hanno, invece, le somme versate all’assicurazione per pagare la polizza? Ecco che arriva sorpresa.
La prima norma che deve essere presa in considerazione è l’articolo 1920 c.c. dalla lettura del quale si ricava che il beneficiario è titolare di un diritto proprio sulla somma assicurata che gli deriva dalla designazione che viene fatta da colui il quale ha stipulato la polizza assicurativa.
Ne deriva che la somma destinata al beneficiario della polizza assicurativa non deve essere calcolata né per la formazione dell’asse ereditario né, quindi, per la determinazione della quota disponibile o delle quote di riserva.
Tuttavia, occorre prendere in esame anche l’articolo 741 c.c.  il quale stabilisce che è soggetto a collazione ciò che il defunto ha speso a favore dei suoi discendenti per soddisfare premi relativi a contratti di assicurazione sulla vita.
In buona sostanza si tratterebbe di esborsi che, in considerazione della specifica causale, devono essere concepiti come anticipazioni di eredità che in forza dei principi propri della collazione devono essere conferiti ai coeredi e che devono essere calcolati ai fini della determinazione della massa ereditaria.
Questo elemento è di sicura rilevanza data la particolare diffusione di questo strumento assicurativo proprio nella ferma convinzione che tutte le somme inerenti questa operazione assicurativa siano al di fuori del fenomeno successorio.
Un’ultima annotazione riguarda il fatto che la norma cita unicamente i discendenti. È opinione diffusa che in realtà si applichi anche al coniuge.

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