Comunicazione del decesso all'INPS e pensione ai superstiti
Alla morte di un pensionato o di un lavoratore, gli adempimenti verso l'INPS sono tra i primi da affrontare. Occorre comunicare il decesso, interrompere la pensione del defunto e verificare il diritto dei superstiti alla pensione di reversibilità o indiretta. Conoscere termini e procedure evita ritardi nei pagamenti e richieste di restituzione di somme percepite indebitamente.
In questa guida
La comunicazione del decesso all'INPS
La comunicazione del decesso all'INPS avviene di norma automaticamente: il medico necroscopo trasmette il certificato di morte e il Comune aggiorna l'anagrafe, che comunica il dato all'INPS. Il medico è tenuto a trasmettere la comunicazione entro 48 ore dal decesso.
Tuttavia, gli eredi non dovrebbero confidare unicamente nel meccanismo automatico: è prudente verificare che la pensione sia stata effettivamente sospesa, perché le somme erogate dopo il decesso devono essere restituite all'INPS.
Le mensilità di pensione accreditate dopo il decesso non spettano e devono essere restituite all'INPS. Prelevare o utilizzare tali somme dal conto del defunto può inoltre configurare atti rilevanti ai fini dell'accettazione tacita dell'eredità. È prudente non disporre di quelle somme prima di aver chiarito la propria posizione.
La pensione di reversibilità
La pensione di reversibilità spetta ai superstiti quando il defunto era già titolare di pensione (di vecchiaia, anticipata o di inabilità). Viene calcolata applicando una percentuale all'importo della pensione che il defunto percepiva.
Coniuge solo
60% della pensione del defunto. Spetta anche al coniuge separato e, a certe condizioni, all'ex coniuge divorziato titolare di assegno.
Coniuge con figli
80% con un figlio, 100% con due o più figli aventi diritto. Le percentuali si sommano secondo le tabelle INPS.
La pensione indiretta
La pensione indiretta spetta ai superstiti quando il defunto non era ancora pensionato ma aveva maturato i requisiti contributivi previsti: in genere 15 anni di contributi, oppure 5 anni di cui almeno 3 nel quinquennio precedente il decesso.
Chi sono gli aventi diritto
- Coniuge o unito civilmente; il coniuge separato; l'ex coniuge divorziato titolare di assegno divorzile, a determinate condizioni.
- Figli minorenni, oppure studenti fino a 21 anni (scuola) o 26 anni (università), o inabili al lavoro di qualsiasi età, se a carico del defunto.
- Nipoti minori a carico, in mancanza di altri aventi diritto.
- Genitori over 65 a carico, in assenza di coniuge e figli aventi diritto.
- Fratelli e sorelle inabili e a carico, in assenza degli altri aventi diritto.
Come presentare la domanda di pensione ai superstiti
Verifica della posizione
Controllare se il defunto era pensionato (reversibilità) o lavoratore con requisiti contributivi (indiretta), e individuare gli aventi diritto.
Raccolta documenti
Certificato di morte, documenti del defunto e dei superstiti, stato di famiglia, eventuale documentazione su carico e studi dei figli.
Presentazione della domanda
La domanda si presenta all'INPS online (con SPID, CIE o CNS), tramite Contact Center o tramite un patronato, che offre assistenza gratuita.
Decorrenza
La pensione ai superstiti decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso, indipendentemente dalla data di presentazione della domanda (nei termini di prescrizione).
Ratei maturati e non riscossi
Un aspetto spesso trascurato riguarda i ratei di pensione già maturati ma non ancora riscossi dal defunto al momento della morte. Questi ratei non si confondono con la pensione di reversibilità: rientrano nell'asse ereditario e spettano agli eredi secondo le regole della successione, non necessariamente agli stessi soggetti che hanno diritto alla reversibilità.
Il rapporto con la successione ereditaria
La pensione ai superstiti è un diritto previdenziale autonomo e non fa parte dell'eredità: spetta per legge ai superstiti indicati dalla normativa, a prescindere dal testamento. Tuttavia, la morte del pensionato apre comunque la successione, con tutti gli adempimenti connessi: adempimenti post mortem, eventuale dichiarazione di successione, gestione di debiti ereditari e divisione dei beni.
Quando la situazione familiare è complessa — coniuge separato, ex coniuge divorziato, figli di precedenti unioni, eredi diversi dagli aventi diritto alla reversibilità — il coordinamento tra profilo previdenziale e profilo successorio richiede una valutazione attenta.
Domande frequenti
Entro quanto va comunicato il decesso all'INPS?
Il medico necroscopo trasmette la comunicazione entro 48 ore dal decesso e il Comune aggiorna l'anagrafe. È comunque prudente che gli eredi verifichino l'avvenuta sospensione della pensione.
Che differenza c'è tra reversibilità e pensione indiretta?
La reversibilità spetta quando il defunto era già pensionato; la pensione indiretta quando era un lavoratore non ancora pensionato ma con i requisiti contributivi. Aventi diritto e percentuali sono i medesimi.
Devo restituire le pensioni accreditate dopo la morte?
Sì. Le mensilità erogate dopo il decesso non spettano e vanno restituite all'INPS. Utilizzare quelle somme può inoltre rilevare ai fini dell'accettazione tacita dell'eredità.
La pensione di reversibilità fa parte dell'eredità?
No. È un diritto previdenziale autonomo che spetta ai superstiti per legge, a prescindere dal testamento. I ratei maturati e non riscossi rientrano invece nell'asse ereditario.
Spetta la reversibilità al coniuge separato o divorziato?
Al coniuge separato spetta come al coniuge non separato. All'ex coniuge divorziato spetta a determinate condizioni, tra cui la titolarità dell'assegno divorzile; in presenza di un nuovo coniuge la pensione può essere ripartita.
Se sono presenti coniuge separato, ex coniuge, figli di precedenti unioni o eredi diversi dagli aventi diritto alla reversibilità, il coordinamento tra profilo previdenziale e successorio merita una valutazione professionale. Lo Studio è a disposizione per una valutazione preliminare online o per un incontro riservato in studio.