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Assistenza strategica in materia di eredità e successioni
   
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 Milano Lugano
.Assistenza strategica in materia di eredità e successioni
Milano Lugano
Assistenza strategica in materia di eredità e successioni

DIVISIONE GIUDIZIALE DI FABBRICATI ABUSIVI

Cass. civ., Sez. II, 18/10/2024, n. 27040
Il giudice non può disporre lo scioglimento di una comunione avente ad oggetto fabbricati abusivi o parti di essi senza osservare le prescrizioni dettate dall'art. 46 del D.P.R. 380 del 2001 e dall'art. 40, comma 2, della L. n. 47 del 1985. La regolarità edilizia del fabbricato costituisce condizione dell'azione di scioglimento della comunione e deve essere accertata attraverso la presenza di validi titoli edilizi riferibili all'immobile.
COMMENTO
La pronuncia della Corte di Cassazione del 18 ottobre 2024, n. 27040, evidenzia in modo chiaro e rigoroso l’indissolubile legame tra la regolarità edilizia di un immobile e la possibilità di pervenire allo scioglimento della comunione giudiziale che lo riguarda. La Suprema Corte afferma che, in assenza di validi titoli abilitativi edilizi, il giudice non può procedere alla divisione giudiziaria di fabbricati abusivi o di parti di essi, richiamando espressamente l’applicazione delle prescrizioni dettate dall’art. 46 del D.P.R. 380/2001 e dall’art. 40, comma 2, della L. n. 47/1985.
Tale interpretazione sottolinea come la disciplina urbanistica non sia meramente secondaria o eventuale, ma costituisca una vera e propria condizione dell’azione di scioglimento della comunione. In altri termini, la regolarità edilizia diviene presupposto indefettibile, in quanto l’intervento del giudice non può tradursi in una forma di convalida indiretta dell’abuso. L’esistenza di fabbricati in difetto di titoli edilizi non può essere “sanata” attraverso l’azione giudiziaria di scioglimento della comunione, la quale, al contrario, presuppone la piena legalità formale e sostanziale del bene oggetto di divisione.
Questa visione è coerente con l’orientamento generale del legislatore e della giurisprudenza, volto a prevenire e contrastare l’edilizia irregolare, nonché a salvaguardare il corretto assetto del territorio. La sentenza in esame, pertanto, si inserisce in un quadro normativo e giurisprudenziale teso ad assicurare che l’azione civile di divisione non diventi uno strumento elusivo degli obblighi urbanistici ed edilizi, garantendo in tal modo il rispetto dei principi di legalità e trasparenza.
Avvocato Antonio Pedrazzoli
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