Trust interno ed esterno - Avvocato Pedrazzoli

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Novara, Rotonda Massimo d'Azeglio n. 11
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Trust interno e Trust esterno

Nella disciplina dei trust, assume particolare importanza la distinzione tra trust interno e trust estero. Il trust interno è caratterizzato dalla presenza di beni, sede, residenza dei beneficiari e amministrazione principalmente situati in Italia, sebbene la normativa di riferimento sia quella di un altro Paese. Invece, il trust estero si verifica quando la legislazione scelta per regolare il trust coincide con il Paese in cui sono maggiormente localizzati i principali elementi, come sede e amministrazione.
La validità del trust interno è spesso oggetto di discussione, soprattutto quando i beni immobili sono situati in Italia e il beneficiario è un cittadino residente nel Paese. Tale configurazione può sollevare questioni di frode alla legge, poiché il trust potrebbe essere utilizzato per eludere norme imperative italiane. La Corte di Cassazione ha affrontato questi temi, esaminando casi in cui il trust potrebbe compromettere i diritti dei legittimari o essere utilizzato per trasferire beni di una società in insolvenza, influenzando il riparto delle attività in maniera non conforme alla normativa fallimentare.
Anche l'utilizzo del trust per eludere la responsabilità patrimoniale può essere considerato una frode ai creditori, equiparabile ad altri atti di disposizione critici. Nonostante queste problematiche, la costituzione di un trust che non implichi tali finalità fraudolente è generalmente ritenuta valida ed efficace.
È rilevante anche il riferimento all'articolo 13 della Convenzione dell'Aja, che stabilisce le condizioni per il non riconoscimento di un trust in un Paese in cui gli elementi essenziali non sono connessi. L'applicazione pratica di questo principio sarà fondamentale per definire le situazioni applicabili.
Inoltre, l'esperienza dei Paesi anglosassoni mostra una varietà di trust, tra cui quelli destinati a proteggere il patrimonio familiare, quelli a scopo benefico, quelli utilizzati per promuovere operazioni commerciali e i trust previdenziali.
Infine, il trust autodichiarato, dove non vi è trasferimento di attività e le funzioni di disponente e trustee coincidono, è riconosciuto da alcune legislazioni estere e, nei limiti della compatibilità con il diritto italiano, può essere considerato legittimamente costituibile. In questo contesto, non sussiste responsabilità disciplinare per il notaio che stipula tale atto, non spettando a lui la valutazione dell'interesse dei creditori rispetto a quello del disponente.
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