Disamina del contratto di mandato post mortem
È fondamentale comprendere la natura e le implicazioni del
mandato post mortem exequendum, un meccanismo giuridico che trova applicazione
in circostanze peculiari. Tale mandato si verifica quando il mandante ha già
compiuto, durante la sua vita e attraverso un atto inter vivos, una specifica
attribuzione patrimoniale, affidando al mandatario il compito di eseguire tale
attribuzione (ad esempio, la consegna di un bene) dopo la sua morte.
D'altro canto, è importante sottolineare la distinzione tra
il mandato post mortem e il mandato mortis causa. Quest'ultimo, conferito per
testamento, e il mandato post mortem che attribuisce al mandatario il potere di
disporre dei beni non inclusi nell'atto testamentario, sono considerati nulli.
Questa nullità deriva dal principio che la volontà del defunto può esprimersi,
post mortem, esclusivamente attraverso la volontà testamentaria, nei modi e nei
limiti stabiliti dalla legge, come confermato dalla sentenza C. 11763/2018.
In relazione alla validità ed efficacia del mandato post
mortem exequendum, è cruciale che la natura dell'incarico non sia in contrasto
con le normative fondamentali sulla successione mortis causa, in particolare la
successione testamentaria. Infatti, la volontà del defunto, riguardante i beni
ereditari, è vincolata dalle forme e dai limiti legali.
In aggiunta, il mandato deve essere:
- Lecito, ovvero non contrario a norme imperative, all'ordine pubblico e al buon costume.
- Determinato o determinabile, richiedendo una precisa definizione dell'attività giuridica che il mandatario deve eseguire, o almeno l'indicazione di criteri per la sua determinazione.
La comprensione approfondita di questi aspetti è essenziale
per garantire che il mandato post mortem exequendum sia eseguito nel rispetto
della legge e delle volontà del defunto.