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Assistenza strategica in materia di eredità e successioni

La Diseredazione nel diritto delle successioni: analisi giuridica, dottrinale e giurisprudenziale

La diseredazione è la disposizione testamentaria, di contenuto negativo, con cui il testatore esclude dalla propria successione un soggetto che altrimenti vi sarebbe chiamato per legge. Il tema solleva questioni di notevole rilievo, in special modo quando l'esclusione riguarda gli eredi necessari.

Nozione e ambito del problema

La diseredazione è una figura particolare, avente a oggetto l'esclusione di un soggetto — un estraneo, un successibile ex lege o un legittimario — dall'eredità. Si distingue dalla preterizione, nella quale l'esclusione non è sempre certa. La questione si complica quando la volontà di diseredare colpisce un legittimario, titolare per legge di una quota necessaria dell'asse.

Le teorie sulla diseredazione

a. Teoria dell'ammissibilità

Sostiene che la diseredazione esplicita sia ammissibile in virtù dell'autonomia negoziale del testatore (art. 1322 c.c.), ritenendo valida la disposizione negativa. In questa prospettiva la clausola di diseredazione può valere come istituzione implicita di erede a favore degli altri successibili per legge. La giurisprudenza più recente sembra accogliere questa lettura (Cass. civ., Sez. II, n. 8352/2012 e n. 26062/2018).

b. Teoria intermedia (istituzione implicita)

Propone di leggere la diseredazione non come disposizione autonoma a carattere negativo, ma come istituzione implicita dei successori ex lege, con esclusione del diseredato.

c. Teoria negativa prevalente

Nega l'ammissibilità di una diseredazione espressa, sul presupposto che il contenuto del testamento debba essere esclusivamente attributivo, secondo l'art. 587 c.c. In tal senso si erano espresse Cass. civ., Sez. II, n. 1217/1975 e n. 5895/1994.

Il limite a tutela dei legittimari

Anche ove si ammetta la clausola di diseredazione, il legittimario diseredato non perde la quota di riserva: resta legittimato ad agire in riduzione per ottenerla.

Rapporti tra diseredazione e rappresentazione

Sul punto si fronteggiano due orientamenti. Secondo una parte della dottrina la rappresentazione non opererebbe in caso di diseredazione, poiché il rappresentante dovrebbe invocare il titolo del rappresentato, escluso proprio dalla diseredazione. Per un diverso indirizzo, invece, la rappresentazione troverebbe fondamento in una designazione virtuale del rappresentato, non condizionata dalla sua concreta vocazione.

Conclusioni pratiche

Un risultato simile alla diseredazione può talora ottenersi attraverso dichiarazioni testamentarie relative a liberalità già effettuate in vita al legittimario. Tali affermazioni, però, richiedono una prova concreta, come sottolineato da Cass. civ., Sez. II, n. 11737/2013. In ogni caso, la redazione di clausole di questo tipo va affidata a un professionista: i margini interpretativi sono ampi e gli effetti, in difetto di rigore, possono risultare diversi da quelli voluti dal testatore. Per i rimedi a disposizione degli esclusi si vedano le pagine sull'azione di riduzione e sull'impugnazione del testamento.

Giurisprudenza rilevante

Cass. civ., Sez. II, n. 1217/1975Interpretazione dell'art. 587 c.c. e nullità della clausola di diseredazione nel testamento.
Cass. civ., Sez. II, n. 6339/1982Limiti all'uso della prova testimoniale per chiarire disposizioni testamentarie ambigue.
Cass. civ., Sez. II, n. 5895/1994Interpretazione delle clausole di diseredazione come disposizioni attributive.
Trib. Reggio Emilia, 27/09/2000Analisi della validità e dell'efficacia della clausola di diseredazione.
Cass. civ., Sez. II, n. 8352/2012Validità della clausola di mera diseredazione di un successibile ex lege non legittimario.
Cass. civ., Sez. II, n. 11737/2013Necessità di prova concreta per le affermazioni testamentarie su liberalità già effettuate in vita al legittimario.
Cass. civ., Sez. II, n. 26062/2018Validità della clausola di diseredazione e conseguenze sulla successione.

Per una valutazione del Suo caso, lo Studio è a disposizione per una valutazione preliminare online o per un incontro riservato in studio.

Il presente contenuto ha finalità meramente informativa e divulgativa e non costituisce parere o consulenza legale. Gli orientamenti dottrinali e giurisprudenziali richiamati sono soggetti a evoluzione; per la valutazione del caso concreto si raccomanda di rivolgersi a un professionista abilitato.
Avvocato Antonio Pedrazzoli
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