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Usufrutto e Nuda Proprietà: differenze e diritti associati

Nell'organizzazione del patrimonio e nelle vicende successorie, usufrutto e nuda proprietà sono tra gli istituti che generano più dubbi. Sono strumenti che incidono in modo significativo sulla gestione e sul trasferimento dei beni. Quali sono le differenze sostanziali tra i due e quali diritti vi sono associati? Lo vediamo in dettaglio.

Che cos'è l'usufrutto

L'usufrutto (artt. 978 e seguenti del Codice Civile) è un diritto reale di godimento che consente all'usufruttuario di servirsi di un bene altrui e di percepirne i frutti, senza mutarne la destinazione economica. È un diritto a termine: non può eccedere la vita dell'usufruttuario e, se costituito a favore di una persona giuridica, non può superare i trent'anni (art. 979 c.c.). Salvo diversa pattuizione, l'usufrutto vitalizio si estingue con la morte del titolare.

Che cos'è la nuda proprietà

La nuda proprietà è il rovescio dell'usufrutto: è la proprietà di un bene privata, temporaneamente, del godimento. Il nudo proprietario è il titolare del bene, ma non ne percepisce frutti né utilità fino alla cessazione dell'usufrutto. È in quel momento che si verifica la consolidazione.

La consolidazione

Alla cessazione dell'usufrutto la nuda proprietà si riespande automaticamente in piena proprietà, riunendo godimento e titolarità in capo a un unico soggetto.

Le differenze principali

AspettoUsufruttuarioNudo proprietario
Godimento e fruttiGode del bene e ne percepisce i fruttiNon gode del bene durante l'usufrutto
ManutenzioneSpese di manutenzione ordinaria (art. 1004 c.c.)Spese di manutenzione straordinaria (art. 1005 c.c.)
DurataTemporaneo o vitalizio, mai oltre la propria vitaTendenzialmente permanente, salvo atti di trasferimento
DisposizionePuò cedere il proprio diritto, nei limiti di durata (art. 980 c.c.)Può vendere o donare la nuda proprietà

Diritti e obblighi associati

  • Usufruttuario: ha l'uso, la gestione e la percezione dei frutti del bene; è tenuto a usarne con la diligenza del buon padre di famiglia, a curarne la manutenzione ordinaria e a sostenere imposte e oneri relativi al godimento.
  • Nudo proprietario: può alienare il bene fermo restando l'usufrutto, sostiene le spese straordinarie e riacquista la pienezza del diritto al termine dell'usufrutto.

Usufrutto e nuda proprietà nella pianificazione successoria

La scomposizione tra usufrutto e nuda proprietà è una tecnica ricorrente nella pianificazione patrimoniale e successoria. Tipica è la donazione della nuda proprietà ai figli con riserva di usufrutto in capo al donante, che continua a godere del bene finché in vita. Sul piano fiscale il valore dell'usufrutto si determina in base all'età dell'usufruttuario e ai coefficienti di legge, con riflessi sulla tassa di successione e sul calcolo dell'asse ereditario. Affine, in ambito successorio, è il diritto di abitazione del coniuge superstite.

Conclusioni

Usufrutto e nuda proprietà offrono vantaggi e limiti diversi, sia per chi li costituisce sia per i beneficiari. La scelta dello strumento più adatto dipende dagli obiettivi patrimoniali e familiari e va calibrata sul caso concreto: è perciò opportuno valutarla con un avvocato esperto in materia ereditaria e patrimoniale.

Per una valutazione del Suo caso, lo Studio è a disposizione per una valutazione preliminare online o per un incontro riservato in studio.

Il presente contenuto ha finalità meramente informativa e divulgativa e non costituisce parere o consulenza legale. Per la valutazione del caso concreto si raccomanda di rivolgersi a un professionista abilitato.
Avvocato Antonio Pedrazzoli
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