Imposta di successione: esenzione trasferimenti di aziende o rami di esse, di quote sociali e di azioni
Pubblicato da Antonio Pedrazzoli in Eredità e successioni · Domenica 03 Set 2023 · 2:15
Tags: imposta, di, successione, esenzione, trasferimenti, di, aziende, o, rami, di, esse, di, quote, sociali, e, di, azioni
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Cass. civ., Sez. V, Sentenza, 23/02/2023, n. 5674
In tema di imposta sulle successioni e donazioni, l'esenzione di cui all'art. 3, comma 4 ter, terzo periodo, del d.lgs. n. 346 del 1990 si applica anche per le partecipazioni in società residenti in altro Stato nell'Unione Europea alle stesse condizioni normativamente stabilite per il passaggio di quote o azioni di società residenti in Italia e, cioè, che col trasferimento sia integrato o mantenuto, da parte degli aventi causa, il controllo di diritto sulla società partecipata e che gli stessi si impegnino a mantenere il controllo societario per un periodo non inferiore a cinque anni dalla data del trasferimento, rendendo apposita dichiarazione contestuale alla presentazione della dichiarazione di successione o all'atto di donazione.
COMMENTO
Il testo della sentenza rafforza ulteriormente il concetto che le politiche fiscali possono giocare un ruolo vitale nella facilitazione del passaggio generazionale delle imprese. Esso specifica che i trasferimenti di aziende o rami di esse, quote sociali e azioni sono esenti da imposta di successione quando sono effettuati a favore di discendenti o del coniuge. Questa esenzione è estesa anche ai patti di famiglia, un meccanismo utilizzato per pianificare la successione in aziende familiari.
Importante è anche il fatto che l'esenzione si applica non solo alle partecipazioni in società italiane ma anche a quelle residenti in altri paesi dell'Unione Europea, allineando così le norme fiscali italiane con una visione più ampia e integrata del mercato unico europeo.
Tuttavia, la sentenza della Corte di Cassazione richiamando l'art. 3, comma 4 ter, del d.lgs. n. 346 del 1990 stabilisce che l'esenzione è subordinata al mantenimento del controllo societario per un periodo non inferiore a cinque anni e alla presentazione di una dichiarazione specifica. Questo requisito sembra mirare a garantire che l'esenzione fiscale serva veramente gli scopi di continuità aziendale e trasmissione intergenerazionale, e non sia utilizzata per operazioni speculativi o di elusione fiscale.
In sintesi, l'insieme di queste disposizioni legislative e giurisprudenziali offre uno strumento complesso ma efficace per sostenere la longevità delle imprese e agevolare il loro passaggio generazionale, riducendo al contempo il rischio di abusi. Essi rappresentano un equilibrio tra la necessità di incentivare la continuità aziendale e quella di proteggere l'interesse fiscale dello Stato.
