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I beni di provenienza donativa: prospettive di riforma nella legge di bilancio 2024
Avvocato Pedrazzoli
Pubblicato da Antonio Pedrazzoli in Eredità e successioni · Martedì 14 Nov 2023 · Tempo di lettura 3:45
Tags: benidiprovenienzadonativariforma

Beni di provenienza donativa: prospettive di riforma nella legge di bilancio 2024


Le novità sul regime delle donazioni possono portare a significative modifiche. Una norma inizialmente prevista nel disegno di Legge di Bilancio, poi rimossa dal Senato, ha proposto cambiamenti importanti, attualmente in attesa di un provvedimento specifico. Queste modifiche potrebbero facilitare la vendita di immobili donati, che al momento sono difficili da cedere senza una specifica assicurazione.
La "vecchia" disciplina dei beni oggetto di donazione prevede che, in certe circostanze, gli eredi del donante possano richiedere la restituzione di un immobile donato. Questo si applica nel caso in cui la donazione leda la quota legittima degli eredi, con la possibilità di iniziare una causa entro dieci anni dalla successione e comunque entro venti anni dalla donazione. Questo meccanismo rende complessa la vendita degli immobili donati, specialmente se l'acquirente richiede un mutuo. Le banche, di fronte al rischio di restituzione dell'immobile agli eredi, che renderebbe inefficace l'ipoteca, sono restie a concedere finanziamenti senza un'assicurazione specifica.
La modifica proposta nella normativa prevede che gli eredi possano solo richiedere il controvalore della casa donata, e solo al beneficiario della donazione, e non più al terzo acquirente. Questo renderebbe l'ipoteca accesa a garanzia del mutuo efficace, eliminando le riserve delle banche.
L'azione di riduzione è un meccanismo legale per garantire che la donazione non leda la quota legittima degli eredi. Per esempio, in caso di un genitore che dispone di un patrimonio e preferisce un figlio all'altro, la donazione eccessiva a favore di un figlio potrebbe essere soggetta a riduzione per proteggere la quota legittima dell'altro erede.
La nuova legge di Bilancio mira a cambiare questo meccanismo. In precedenza, in caso di donazioni immobiliari, era comune la stipula di una polizza assicurativa per proteggersi dal rischio di un'azione legale da parte degli eredi legittimari. Con la modifica, i diritti degli eredi legittimi potrebbero essere ridotti, dato che non potranno più agire contro il terzo acquirente, ma dovranno rivolgersi direttamente al beneficiario della donazione, con possibili complicazioni nel caso in cui il beneficiario non sia facilmente rintracciabile o sia privo di risorse finanziarie.
In conclusione, la riforma proposta nel regime delle donazioni presenta aspetti sia positivi che negativi. Da un lato, essa favorisce la circolazione degli immobili di provenienza donativa, rendendo più agevole la vendita di tali beni e potenzialmente dinamizzando il mercato immobiliare. Questo può essere visto come un vantaggio significativo, poiché facilita le transazioni e riduce gli ostacoli legali e finanziari per gli acquirenti.
D'altro canto, la riforma potrebbe portare a conseguenze negative per i legittimari, in particolare in situazioni in cui il donatario, come una badante o un soggetto terzo, si disfa rapidamente dei beni, lasciando i legittimari senza alcuna possibilità di recupero. Inoltre, la riforma potrebbe influire negativamente sui creditori dell'erede legittimario o su altre parti interessate, come l'Agenzia delle Entrate, che potrebbero perdere l'opportunità di beneficiare di un futuro patrimonio ereditario del soggetto verso il quale sono creditori.
Dal punto di vista professionale, è importante sottolineare che i casi di esercizio dell'azione di riduzione recuperatoria verso soggetti terzi sono attualmente molto rari.
In sintesi, se la norma verrà approvata, si prevede che porterà grandi vantaggi per la circolazione dei beni di provenienza ereditaria o donativa. Tuttavia, peggiorerà la tutela legale dei legittimari lesi e influenzerà negativamente i creditori, le banche o l'Agenzia delle Entrate, che oggi possono contare sulla potenziale futura eredità che potrà ricevere un soggetto legittimario da un proprio dante causa economicamente solido. Questo impatto sulla tutela dei diritti dei legittimari e dei creditori necessita di un'attenta considerazione nel contesto più ampio della legislazione ereditaria e della tutela dei diritti patrimoniali.
Dovendo fare una considerazione professionale personale quale avvocato che si occupa di diritto successorio l'aspetto della riforma che più mi interessa, soprattutto nello scenario economico attuale, è proprio quello degli strumenti che offre per poter evitare che un creditore di uno dei discendenti possa aggredire il patrimonio familiare che sarà oggetto di successione.




Avvocato Antonio Pedrazzoli
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